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ITALIA: MERCANTI DI BAMBINI
Venduti, sfruttati, picchiati da aguzzini senza scrupoli oppure, come accaduto a Pescara, spariti nel nulla.
E' il destino dei minori che arrivano in Italia, nuovo crocevia di un traffico sempre più vasto, e che nessuno adesso, riesce più a fermare.
14.834 bambini stranieri non accompagnati da un parente sono stati rintracciati in Italia dal Luglio 2000 a fine 2001 e segnalati al Comitato per i Minori Stranieri; di questi, 7.011 sono nel frattempo diventati maggiorenni e quindi non più di competenza del suddetto Comitato.
I restanti 7.823 sono così suddivisi per provenienza:
Albania, 3.971
Marocco, 1.358
Romania, 627
Fed. Jugoslavia, 386
Algeria, 169
Moldavia, 163
Turchia, 136
Iraq, 126
Bangladesh, 120
Cina, 65
Altri, 702
Le fasce d'età vanno da 0 a 17 anni, di cui:
200 da 0-6 anni,
1.1316 da 7-14 anni,
995 di 15 anni,
2.018 di 16 anni,
3.294 di 17 anni.
Solo per 129 bambini è stato disposto il rimpatrio assistito.
La tratta dei minori più grande è quella che parte dai paesi dell'Est verso la ricca Europa, una rete che, secondo l'Associazione Terre des Hommes, muove ogni anno più di 6.000 nuovi adolescenti tra i 12 ed i 16 anni.
L'Italia, in moltissimi casi, è il porto di approdo e di smistamento. Il capo della Squadra mobile di Pescara ed i suoi Agenti hanno accertato che una signora albanese di nome Xhuljeta Petalli, effettuava viaggi da Durazzo ad Ancona con minori spacciati per figli, con documenti contraffatti; 56 bambini risultano spariti dopo essere stati portati così illegalmente in Italia. L'accusa è gravissima: "La criminalità organizzata rapisce e vende questi bambini per adozioni illegali, schiavitù, prostituzione, accattonaggio e traffico d'organi".
Su tutto pare prevalere il racket delle elemosine ed i trafficanti hanno scoperto come trasformare in oro quelli non ancora nati.
Gli sfruttatori costringono le prostitute incinte a portare avanti la gravidanza; perdono gli incassi del marciapiede per qualche mese, ma si rifanno con la vendita del neonato. Sono state arrestate Nazmi Kreka e la sua compagna Floresha Hoxha, ai quali ogni neonato partorito da prostitute ha fruttato circa 9.000 euro, di cui 800 alla madre.
Ma la mafia albanese è sempre più agguerrita.
In un luogo dell'Italia che non può essere svelato, il direttore di un centro accoglienza per minori non può più dormire nella sua casa perchè vuole i suoi ragazzi albanesi "puliti". Ha quindi contrastato le organizzazioni di immigrazione clandestina dei minori che erano addestrati per spacciare armi e droga, ed ora è perseguitato dalla mafia albanese.


(Fonte Panorama nr. 38 anno XL)